Il cammino e il pellegrino – Brano tratto da pag. 189

Crocifisso di Giotto

Crocifisso di Giotto

Lapo spinge la porta socchiusa ed entra nella stanza silenziosamente. Tra le imposte appena aperte della finestra filtra una luce azzurra che delinea con morbidi chiaroscuri le modeste sagome della scarsa mobilia. Si avvicina cautamente al gran letto dove Agnola, distesa supina, sembra dormire; rimane in piedi a contemplare il viso contratto della fanciulla, gli spettinati capelli incollati dal sudore sulla bella fronte e le tempie, le guance innaturalmente accese e il lieve e frettoloso agitarsi del lenzuolo che nasconde il petto. Il giovane sente la gola ingombra dalla afflizione e dalla tenerezza. Un angelo caduto, un angelo sorpreso dalla febbre a metà del volo, ecco cosa è Agnola, sua sorella, il suo amore; quanto è fragile, quanto è piccola, sperduta in questo letto così lindo e ordinato, dove aleggia la mano ansiosa e sollecita di Tessa. Preso da un’intensa emozione, Lapo depone ogni resistenza e lascia il suo sentimento libero di gravare sul cuore mentre continua a rimanere in piedi senza fare un gesto. Sì, lui ama; ama questa creatura mite e silenziosa che da due giorni è ammalata perché lui domani sposerà Matilda e la certezza di essere causa del suo male lo riempie di una lieta dolcezza, di una paradossale felicità. Agnola ha aperto gli occhi arrossati e lucidi, lo sta guardando, lui se ne accorge dopo qualche secondo e siede sulla sponda del letto. Oh quante, quante parole si accalcano sulla sua povera lingua impotente! parole che lui non dirà mai. Agnola sorride, lui le prende la mano e la preme contro la propria guancia per darle refrigerio.
-Devi guarire Agnola- l’esorta con passione -fallo per me, se tu non guarisci, mi ammalerò anch’io- è tutto ciò che riesce ad articolare; il resto lo dice con gli occhi e, nonostante la febbre, quelli di Agnola gli rispondono con identico fervore.

Brano tratto da pag. 335

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Informazioni su Gladis Alicia Pereyra

Gladis Alicia Pereyra è nata in Argentina da madre italiana e padre argentino, vive e lavora a Roma dal 1973. Ha pubblicato il romanzo “Il cammino e il pellegrino” (Manni 2011). Nello stesso anno, il romanzo è stato finalista al Premio Italia Medievale, promosso dall’Associazione Italia Medievale e medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica e nel 2012 al Premio Firenze. Il manoscritto di questo romanzo ha fatto parte della cinquina finalista del Premio Letterario all’inedito Palazzo al Bosco. Nel 2012, un suo racconto “Il suicidio” è stato premiato nel XX Concorso Letterario Internazionale indetto dall’Accademia Letteraria Italo – Australiana Scrittori, A.L.I.A.S. di Melbourne. La sua monografia “Storia e storie della cucina argentina” fa parte del volume “Piante cibo del mondo” a cura di Mimma Pallavicini, pubblicato a settembre 2014, in occasione della XIV Edizione di Murabilia – Murainfiore mostra botanica che si svolge annualmente a Lucca. Scrive articoli e piccoli saggi di storia medievale per la rivista on-line dell’Associazione Culturale Clara Maffei e collabora con il sito dell’Associazione Culturale Italia Medievale. Nel 2015 è uscito il suo nuovo romanzo “I panni del saracino” edito da Piero Manni Editori. E-mail: pereyra.gladis@gmail.com Web: www.gladisaliciapereyra.it
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