Tra storia e fantasia le avventure di un giovane francescano. Dalla fuga d’Acri caduta in mano dei saraceni,schiavo su una nave pirata per diventare pirata lui stesso.

Tra storia e fantasia le avventure di un giovane frate francescano. Dalla sua fuga dalla città di Acri caduta in mano dei saraceni, schiavo su una nave pirata per diventare pirata lui stesso.

 La scrittrice argentina Gladis Alicia Pereyra ci presenta il romanzo I panni del saracino (2015) edito dalla Piero Manni S.r.L. nella collana Pretesti.

La scrittrice è già nota nel nostro paese per un suo precedente romanzo dal titolo Il cammino e il pellegrino (Manni 2011), altra opera che fonde storia e fantasia e che si svolge nella Firenze del 1200.
Il romanzo ora in libreria “prende” subito l’attenzione del lettore in quanto subito descrive l’affannosa fuga del giovane Nerino dei Buondelmonti, una altolocata e ricca famiglia fiorentina.
Lui per essendo il primogenito ha preferito farsi frate nell’ordine dei Francescani ed era stato inviato in Terra Santa e precisamente nella città di San Giovanni d’Acri difesa dai Templari. Siamo nel maggio del 1291 e l’assalto delle forti truppe del Sultano d’Egitto sconfiggono i difensori cristiani entrano nella città e iniziano a uccidere indiscriminatamente tutti gli abitanti. Non uccidono i ragazzi, gli uomini giovani e le donne per venderli poi come schiva.
Nerino ha la fortuna di fuggire per le vie non visto e dopo aver ucciso un saracino ne prende i lerci panni e così travestito fugge dalla città con il rimorso di aver ucciso un essere umano.
Dopo varie traversie raggiunta la città di Tiro, acquista degli abiti “europei” da un barbiere si fa radere a zero i capelli per togliersi la tonsura e paga il tutto con il denaro trovato nella bisaccia del saracino ucciso. Fatto questo si imbarca su una nave carica di merci e di fuggiaschi.
Purtroppo, dopo qualche giorno di navigazione vengono raggiunti da una nave pirata al cui comando c’è Nikos un essere ignobile che si appropria di tutte le merci, alcuni passeggeri giovani, di tutte le donne e poi decide di prendersi come schiavo personale proprio Nerino a cui toglie un prezioso pugnale (dono di un arabo) e della borsa dei denari.
Da quel momento inizia per l’ex frate la vita del marinaio e dello schiavo e nel contempo deve consolare la giovane e bella Genoveffa  che subisce le voglie di Nikos.
Nel tempo Nerino si conquista l’amicizia di vari marinai e in particolare di Theo. Questi è un gigante, è il capitano in seconda e pur avendo assalito navi e ucciso molti uomini è una persona gentile che non approva il comportamento abbietto del suo capitano.
Nerino stanco dei soprusi subiti, odia ancora di più Nikos che ha venduto a un pascià la bella Genoveffa (di cui e’ innamorato), lo sfida e lo uccide conquistando così la nave con l’equipaggio che gli giura fedeltà e da quel momento per l’ex frate inizia un’altra vita.
Nel romanzo l’autrice oltre a narrare di avventure, assalti stupri e molto altro, ci parla anche della tormentata vicenda di un giovane appartenente a un casato gentilizio che si scopre da timido frate in un uomo selvaggio e crudele, spietato e invincibile quando affronta scontri all’ultimo sangue. In pratica in Nerino convivono due anime: una gentile e amorevole e una crudele
Il romanzo chiarisce che non tutti gli assalti dei pirati erano fatti di arrembaggi, lotte, uccisioni e altro ma tra i capitani delle due navi, si addiveniva a un accordo senza alcun spargimento di sangue.

Pino Cottogni

Pubblicato da Fantasy Magazine il  8 luglio 2015

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Informazioni su Gladis Alicia Pereyra

Gladis Alicia Pereyra è nata in Argentina da madre italiana e padre argentino, vive e lavora a Roma dal 1973. Ha pubblicato il romanzo “Il cammino e il pellegrino” (Manni 2011). Nello stesso anno, il romanzo è stato finalista al Premio Italia Medievale, promosso dall’Associazione Italia Medievale e medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica e nel 2012 al Premio Firenze. Il manoscritto di questo romanzo ha fatto parte della cinquina finalista del Premio Letterario all’inedito Palazzo al Bosco. Nel 2012, un suo racconto “Il suicidio” è stato premiato nel XX Concorso Letterario Internazionale indetto dall’Accademia Letteraria Italo – Australiana Scrittori, A.L.I.A.S. di Melbourne. La sua monografia “Storia e storie della cucina argentina” fa parte del volume “Piante cibo del mondo” a cura di Mimma Pallavicini, pubblicato a settembre 2014, in occasione della XIV Edizione di Murabilia – Murainfiore mostra botanica che si svolge annualmente a Lucca. Scrive articoli e piccoli saggi di storia medievale per la rivista on-line dell’Associazione Culturale Clara Maffei e collabora con il sito dell’Associazione Culturale Italia Medievale. Nel 2015 è uscito il suo nuovo romanzo “I panni del saracino” edito da Piero Manni Editori. E-mail: pereyra.gladis@gmail.com Web: www.gladisaliciapereyra.it
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