“I panni del saracino” recensione di Elena Torre su Mangialibri

I panni del saracino

I panni del saracino

Fra Nerino sta correndo in fuga da tutto: i tamburi saraceni battono nelle sue orecchie, il saio si strappa, impigliato nei resti del Tempio. Il Gran Maestro è morto davanti ai suoi, occhi colpito da una freccia. Corre, il frate, cercando di non sentire le urla di uomini e donne e di una città messa a ferro e fuoco, corre fino a rifugiarsi in uno dei quartieri già saccheggiati. Sa di non avere scampo, la città è invasa dai saraceni e i suoi abiti lo rendono riconoscibile. Quando pensa di aver trovato rifugio nell’alloggio di quello che era stato un suo amico, avverte chiaramente la presenza di un uomo; istintivamente si nasconde dietro una cassapanca ma sa che verrà scoperto. Poi la soluzione si presenta chiara ai suoi occhi increduli: una mazza ferrata giace poco distante da lui e la decisione è presto presa. Fra Nerino sferra un colpo deciso e l’uomo privo di vita si accascia al suolo. Stupendo anche se stesso, lui senza indugio lo spoglia e ne indossa le vesti e con rinnovata sicurezza continua la sua fuga…

Da religioso a fuggiasco, da fuggiasco a pirata, da pirata a uomo d’onore, da uomo d’onore a corsaro, la vita del fiorentino Nerino si snoda attraverso incontri, battaglie, rovesci di fortuna e imprevisti in un romanzo picaresco dal ritmo serrato che appassiona, coinvolge, stupisce, incanta e convince anche il lettore più esigente. Gladis Alicia Pereyra, autrice amante della bellezza, dell’arte, della musica, fa confluire in questo romanzo le sue conoscenze e la sua preparazione, intessendole in una trama che non risparmia sorprese. Torna a parlare del Medioevo, di un momento in cui “l’Europa era giovane e come tutti i giovani si apriva al mondo con la vitalità, l’intraprendenza e l’aggressività necessaria a crearsi un proprio spazio”, come racconta la stessa autrice, che durante la stesura vera e propria dei suoi romanzi ama frequentare le biblioteche, prendere appunti su quaderni e farsi fotocopiare le pagine che le interessano. Un’immagine romantica per un’autrice che a giusta ragione potrebbe ambire ad essere pubblicata da editori con maggior forza distributiva.

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Informazioni su Gladis Alicia Pereyra

Gladis Alicia Pereyra è nata in Argentina da madre italiana e padre argentino, vive e lavora a Roma dal 1973. Ha pubblicato il romanzo “Il cammino e il pellegrino” (Manni 2011). Nello stesso anno, il romanzo è stato finalista al Premio Italia Medievale, promosso dall’Associazione Italia Medievale e medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica e nel 2012 al Premio Firenze. Il manoscritto di questo romanzo ha fatto parte della cinquina finalista del Premio Letterario all’inedito Palazzo al Bosco. Nel 2012, un suo racconto “Il suicidio” è stato premiato nel XX Concorso Letterario Internazionale indetto dall’Accademia Letteraria Italo – Australiana Scrittori, A.L.I.A.S. di Melbourne. La sua monografia “Storia e storie della cucina argentina” fa parte del volume “Piante cibo del mondo” a cura di Mimma Pallavicini, pubblicato a settembre 2014, in occasione della XIV Edizione di Murabilia – Murainfiore mostra botanica che si svolge annualmente a Lucca. Scrive articoli e piccoli saggi di storia medievale per la rivista on-line dell’Associazione Culturale Clara Maffei e collabora con il sito dell’Associazione Culturale Italia Medievale. Nel 2015 è uscito il suo nuovo romanzo “I panni del saracino” edito da Piero Manni Editori. E-mail: pereyra.gladis@gmail.com Web: www.gladisaliciapereyra.it
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